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Nota informativa sulla Rendicontazione Sociale - Triennio 2016-19 – Pubblicata su Scuola in Chiaro

Circolare n. 156

Prot. 44/06/03                                                           Agropoli, 7 gennaio 2019

                       

Al personale docente

                 Ai docenti FFSS

               Ai collaboratori del DS

 

Oggetto: Nota informativa sulla Rendicontazione Sociale - Triennio 2016-19 – Pubblicata su Scuola in Chiaro

 

Il DPR 80/2013 ha avviato il processo nazionale di autovalutazione delle scuole attraverso la compilazione del Rapporto di AutoValutazione (RAV).

Il processo è stato finalizzato a compiere un’attenta riflessione sul contesto in cui ciascuna scuola si trovava ad operare, sulle scelte effettuate e le azioni progettate e realizzate per garantire il successo formativo degli alunni e i risultati conseguiti.

Ogni scuola ha potuto individuare i suoi punti di forza e di debolezza. Questi ultimi sono stati trasformati in obiettivi di miglioramento (priorità) da raggiungere attraverso determinati processi declinati nel Piano di Miglioramento – PdM – parte integrante e fondamentale del Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

La nostra scuola ha individuato tra le priorità di intervento:

  1. Il miglioramento degli esiti delle prove nazionali standardizzate (INVALSI), soprattutto in riferimento alla varianza tra le classi;
  2. Il miglioramento delle competenze di cittadinanza attraverso la graduale adozione di una didattica per competenze basata sull’elaborazione di Unità di Apprendimento e di rubriche di valutazione per accertare i livelli di competenza degli studenti.

Nel corrente anno scolastico 2019.20, la scuola è stata chiamata alla Rendicontazione Sociale – RS – ovvero a dare conto dei risultati ottenuti nel triennio di riferimento del RAV e del PdM compilando un format nazionale.

L’elemento di maggiore criticità rilevato nel momento della rendicontazione sociale è stato la mancanza di adeguata documentazione dei processi messi in atto dalla scuola e degli esiti raggiunti. Si è rilevata, in linea generale, una scarsa propensione al monitoraggio delle attività e dei progetti sia curricolari che extracurriculari nonché dei processi di insegnamento-apprendimento in rapporto agli esiti conseguiti dagli studenti.

A partire dal corrente anno scolastico, la nostra scuola deve orientare le sue azioni verso direzioni specifiche che consentano di raggiungere gli obiettivi prioritari declinati nel Piano di Miglioramento, ovvero:

Prima priorità

Potenziamento di strategie di insegnamento per competenze, cioè di una didattica che non  sia semplicemente affidata alla trasmissione di nozioni, dati, formule e definizioni da memorizzare in maniera acritica e automatica, ma che sia in grado di combinare armoniosamente “conoscenze, abilità e atteggiamenti appropriati al contesto”.

Seconda priorità

Ridurre il livello di varianza tra le classi di Istituto, registratosi nelle prove standardizzate nazionali (INVALSI).

Le azioni che si intendono perseguire per promuovere una didattica per competenze sono:

  1. Progettare curricula spostando l’attenzione dalla programmazione dei contenuti alla didattica per competenze, nel rispetto dei traguardi che da queste ci si attende e degli obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni Nazionali;
  2. Creazione, nell’ambito dipartimentale, di gruppi di lavoro per la realizzazione di Unità di

             Apprendimento, cioè di percorsi strutturati di apprendimento, allo scopo di costruire

             competenze attraverso la realizzazione di prodotti;

  1. Costruire, per gruppi di lavoro, percorsi disciplinari basati sulla trasversalità e gli intrecci tra le discipline;
  2. Promuovere la connessione tra progettazione dei curricoli, azione didattica in classe, valutazione formativa e certificazione degli apprendimenti;
  3. Promuovere la ricerca didattica, sia di carattere disciplinare, sia nelle sue connessioni interdisciplinari;
  4. Favorire la documentazione delle esperienze creando banche di materiali didattici e di buone pratiche a partire da quelle presenti nei percorsi già realizzati per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali;
  5. Costruire ambienti idonei all’apprendimento e in grado di far maturare “una comunità di discenti e docenti impegnati collettivamente nell’analisi e nell’apprendimento degli oggetti di studio e nella costruzione di saperi condivisi”;
  6. Progettare, nell’azione educativa, tempi più distesi e meno frazionati, spazi flessibili e a misura delle modalità di crescita dell’allievo, organizzazione dell’attività didattica a partire dal vissuto e dalle esperienze dirette degli alunni.

 

Le azioni che si intendono perseguire per migliorare gli esiti delle prove standardizzate nazionali sono:

  1. Analizzare i livelli di uscita previsti dalle Indicazioni Nazionali della Scuola di I ciclo e quelli certificati dalla scuola di provenienza e promuovere momenti di restituzione degli esiti delle competenze in uscita dal I e II biennio.
  2. Potenziare gruppi di lavoro per discipline e per classi parallele finalizzati alla predisposizione di strumenti valutativi comuni e condivisi.
  3. Elaborare prove comuni per competenze, sulla base di confronti comuni fra le classi I e III, e somministrarle alle stesse classi parallele, soprattutto per le discipline di Italiano, Matematica, Inglese, Scienze.
  4. Rielaborare griglie e criteri di valutazione delle competenze in uscita in vista della certificazione al termine del primo biennio.
  5. Rielaborare e rivedere le rubriche di valutazione standardizzate allo scopo di creare materiali funzionali e utili nella pratica didattica.
  6. Attività propedeutica (informativa e analitica) per le classi II in previsione della somministrazione delle prove INVALSI.
  7. Predisporre prove di verifica diversificate a seconda dei gruppi di livello della classe, funzionali alla certificazione di competenze.

Lavorare sugli obiettivi di miglioramento deve significare, in primis, attivare un percorso di cambiamento orientato alla costruzione di ambienti di apprendimento efficaci o “intenzionalmente strutturati”, contesti in cui si adottano e sperimentano modalità nuove e diverse di fare scuola ponendo attenzione e cura alla dimensione educativa, emotiva, affettiva e relazionale tra pari e tra adulti e studenti, riconoscendo  e valorizzando le diversità, promuovendo il lavoro di gruppo e a classi aperte, la didattica laboratoriale, la metacognizione, la valutazione autentica  e l’orientamento. Lo sfondo integratore e il punto di riferimento di tutte le discipline è  il tema della cittadinanza perché "un ambiente di apprendimento centrato sulla discussione, la comunicazione, il lavoro cooperativo, la contestualizzazione dei saperi nella realtà, al fine di migliorarla, l'empatia, la responsabilità, offre modelli virtuosi di convivenza, di esercizio della prosocialità, di etica della responsabilità".

Siamo, dunque, chiamati a monitorare i percorsi formativi, a documentarli e a promuovere analisi e riflessioni all’interno della comunità scolastica nell’ottica del miglioramento e dello scambio proficuo e costruttivo delle buone prassi educative e didattiche.

L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

Il Dirigente scolastico

Dott.ssa Anna Vassallo

                                                                                          (Firma autografa sostituita a mezzo stampa

                                                                                                  ai sensi dell’art. 3, comma 2 del D.Lvo n.39/93)