Circolari 2016-2017

Atto di indirizzo del Dirigente a.s.2016/2017

Prot. 5483   (05-06 uscita)                                                                            Agropoli,  01 Settembre 2016          

                                                                   

 

Oggetto: Atto di indirizzo del Dirigente

 

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

VISTO il comma n.14 dell’art. 1 della Legge 13 luglio 2015, n.107 recante: la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” che attribuisce al dirigente scolastico potere di indirizzo al Collegio dei docenti per le attività della scuola;

VISTO l’art.25 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” che attribuisce al dirigente scolastico, quale garante del successo formativo degli alunni, autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane, per assicurare la qualità dei processi formativi, per l’esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica e per l’attuazione del diritto all’apprendimento da parte degli alunni;

TENUTO CONTO degli esiti dell’autovalutazione di Istituto e, nello specifico, delle criticità indicate nel Rapporto di Auto Valutazione (RAV), relativamente agli esiti degli scrutini e alle pratiche didattiche, da cui discende la necessità di adottare modelli educativo-didattici innovativi tesi a promuovere ambienti di apprendimento significativi e motivanti, aspetti che saranno sviluppati nel Piano di Miglioramento parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta Formativa; delle Indicazioni Nazionali per i Licei DPR 89/2010,  degli interventi educativo-didattici e delle Linee di indirizzo dettate dal Consiglio d’Istituto, di quanto emerso dai rapporti attivati dal Dirigente Scolastico con il personale interno alla scuola, con le famiglie e gli studenti e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio;

VISTI i risultati delle rilevazioni nazionale degli apprendimenti restituiti in termini di misurazione dei livelli della scuola e delle classi in rapporto alla media nazionale e regionale e , limitatamente ai dati di scuola, a parità di indice di background socio-economico e familiare;

 

TENUTO CONTO delle esigenze condivise di innovazione delle pratiche di insegnamento verso modelli orientati allo sviluppo di ambienti di apprendimento attivi, laboratoriali, cooperativi, orientati allo sviluppo di competenze di base, disciplinari e trasversali;.

 

 

 

 

CONSIDERATE le iniziative promosse negli anni per l’innovazione metodologico - didattica e per il miglioramento della qualità dei processi di insegnamento e di apprendimento e delle sollecitazioni continue offerte sia in situazioni collegiali formali (team, consigli di classe e collegio dei docenti nelle sue articolazioni), sia negli incontri informali in ufficio e presso le sedi di servizio;

 

ATTESO CHE l’intera comunità professionale docente è coinvolta nei processi di riforma che stanno interessando la scuola e nella contestualizzazione didattica delle Indicazioni Nazionali per i Licei DPR 89/2010, che orientano verso l’innovazione delle pratiche didattiche attraverso la valorizzazione di:

  • Metodologie didattiche attive (operatività concreta e cognitiva), individualizzate (semplificazione, riduzione, adeguamento dei contenuti per garantire i traguardi essenziali irrinunciabili) e personalizzate (momenti laboratoriali diversificati che valorizzino stili e modalità affettive e cognitive individuali
  • modalità di apprendimento per problem solving, ricerca, esplorazione e scoperta;
  • situazioni di apprendimento collaborativo (aiuto reciproco, apprendimento cooperativo e fra pari) e approcci metacognitivi (modi di apprendere individuali, autovalutazione e miglioramento, consapevolezza, autonomia di studio);

 

RITENUTO di dover richiamare i suggerimenti già fornititi in diverse occasioni, coerentemente con quanto sollecitato a livello nazionale, con le attese delle famiglie degli alunni, con le responsabilità di tutti (dirigente e docenti), nel comune intento di ricercare e sperimentare modalità e strategie efficaci per la realizzazione del successo formativo di tutti gli alunni titolari di bisogni educativi comuni e talvolta speciali;

 

AL FINE di offrire suggerimenti e garantire l’esercizio dell’autonomia didattica del Collegio dei docenti e la libertà di insegnamento dei singoli docenti, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica e di contribuire alla piena realizzazione di diritti costituzionalmente riconosciuti (libertà di insegnamento, diritto allo studio-successo formativo);

dirama il seguente atto di indirizzo al Collegio dei docenti per la pianificazione
dell’Offerta Formativa Triennale e dei processi educati e didattici

 

  1. Pianificare un’Offerta Formativa Triennale (PTOF) coerentemente con i traguardi di apprendimento e di competenze attesi e fissati dalle Indicazioni Nazionali per i Licei DPR 89/2010, con gli obiettivi di miglioramento individuati nel RAV, con le esigenze del contesto territoriale, con le istanze particolari dell’utenza della scuola.

 

  1. Rafforzare i processi di costruzione del curricolo di Istituto caratterizzante l’identità del Liceo “A. Gatto) e finalizzare le scelte educative, curricolari, extracurricolari e organizzative al contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione, al potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto al successo formativo di tutti gli alunni; alla cura educativa e didattica speciale per gli alunni che manifestano difficoltà negli apprendimenti legate a cause diverse (deficit, disturbi, svantaggio); alla individualizzazione e alla personalizzazione delle esperienze per il recupero delle difficoltà, per il potenziamento delle eccellenze, per la valorizzazione del merito.

 

  1. Orientare i percorsi formativi offerti nel PTOF al potenziamento delle competenze linguistiche, matematico-logiche, scientifiche e digitali, allo sviluppo di competenze di cittadinanza attiva e democratica e di comportamenti responsabili; al potenziamento delle competenze nei linguaggi non verbali (musica, arte, educazione fisica, tecnologia).

Valorizzare e potenziare le competenze comunicative della lingua italiana, anche attraverso la costituzione di gruppi dì lettura stabili, partecipazione come partner di enti ed associazioni che promuovono iniziative ed eventi culturali.

Promuovere e potenziare l’insegnamento delle lingue e culture straniere per favorire l’acquisizione di competenze comunicative, per promuovere il plurilinguismo e la diversità linguistica.

 

  1. Prevedere percorsi e azioni per valorizzare la scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di  sviluppare l’interazione con le famiglie e con la comunità locale;
  2. Prevedere un sistema di indicatori di qualità e di standard efficaci per rendere osservabili e valutabili i processi e le azioni previste nel PTOF. Elaborare percorsi di alternanza scuola-lavoro che tengano conto delle competenze di cittadinanza attiva, favorendo processi valutativi adeguati alla complessità dell’esperienza vissuta
  3. Implementare la realizzazione di percorsi didattici finalizzati all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”, in una dimensione di educazione interculturale.
  4. Promuovere la partecipazione ai programmi europei, con particolare riferimento ai Programmi PON 2014-2020, quale occasione valida per reperire risorse finanziarie, definire e realizzare con scuole di altri Paesi, strategie didattiche finalizzate a favorire il dialogo interculturale, con particolare riferimento alle problematiche civiche e sociali e alle norme che caratterizzano i diversi paesi, dalle rispettive costituzioni ai diversi statuti dei diritti e dei doveri degli studenti.

Sostenere la progettazione di scambi culturali con l’estero e l’adesione al programma Erasmus, al fine di favorire il partenariato fra le classi e 1’opportunità di rafforzare, all’ interno della scuola, la dimensione europea.

In particolare, è necessario:

Realizzare e valorizzare percorsi di orientamento in entrata e in uscita, promuovendo il raccordo con le scuole sec. di 1° gr . e gli Atenei del territorio. Valorizzare l’apertura della scuola al territorio per la realizzazioni di azioni e iniziative condivise con enti ed associazioni presenti nell’ambito territoriale.

  • Intensificare e qualificare i rapporti scuola-famiglia, secondo modalità che consentano la più ampia partecipazione alla realizzazione dei percorsi formativi e alla costruzione della comunità educante.
  • Valorizzare la pausa didattica per attività di recupero e/o approfondimento al termine del primo periodo didattico e per la realizzazione delle prove comuni, anche attraverso l’adozione di un orario flessibile, che favorisca l’articolazione delle classi in gruppi di apprendimento.
  • Sviluppare la digitalizzazione per aumentare l’efficienza e migliorare la scuola con nuove modalità di insegnamento e apprendimento, promuovendo la dematerializzazione, la digitalizzazione e la trasparenza.
  • Sostenere, la formazione e l’autoaggiornamento per la diffusione dell’innovazione metodologico -didattica.
  • Nella gestione della classe privilegiare modelli didattici e di apprendimento che coinvolgano direttamente e attivamente gli alunni in situazioni in cui ciascuno possa avere la possibilità di soddisfare bisogni educativi comuni ad ogni alunno (di essere accettato e valorizzato, di autostima, di dimostrare la propria competenza, di auto realizzarsi, di appartenere al gruppo e di socializzare ...). A questo proposito si richiamano le principali azioni suggerite dalla ricerca pedagogica: richiamo dei prerequisiti, presentazione di stimoli per l’apprendimento attivo degli alunni, apprendimento collaborativo, problem-solving e ricerca, discussione guidata, gioco di ruolo, riflessione metacognitiva su processi e strategie, tutoring , realizzazione progetto, transfer di conoscenze e abilità e compiti di realtà . Valorizzare, pertanto, elementi di flessibilità didattica ed organizzativa finalizzata alla valorizzazione delle risorse professionali per il raggiungimento del successo formativo degli studenti (articolazione delle classi per gruppi di studenti e percorsi a classi aperte).
  1.  Privilegiare modalità e pratiche valutative orientate a migliorare i processi di insegnamento/apprendimento, in un’ottica di trasparenza e responsabilità sociale, per la realizzazione di “una scuola di qualità per tutti” ed implementare la costruzione e la somministrazione di prove comuni per tutte le discipline, iniziali, in itinere e finali.

In presenza di risultati di apprendimento appena sufficienti e mediocri diffusi, ossia non circoscritti a un numero esiguo di alunni in difficoltà (da seguire comunque con intervento individualizzato e al di là della presenza o meno di certificazioni, diagnosi o individuazioni di BES) è bene riflettere sulle scelte didattiche operate che non hanno prodotto i risultati attesi e cambiare strategie e modalità di gestione della classe e della relazione educativa. A tale proposito si sottolinea che la qualità di un intervento didattico è riconducibile al suo valore aggiunto, ossia progresso nell’apprendimento e nella partecipazione dell’alunno che si riesce a ottenere con l’intervento educativo e didattico, nonostante e al netto delle variabili assegnate che lo caratterizzano.

 

  1. Curare l’allestimento di ambienti di apprendimento ricchi di stimoli e di situazioni dinamiche che coinvolgano direttamente e attivamente l’operatività degli allievi, che facilitino l’apprendimento collaborativo, la ricerca, la progettazione e la costruzione della conoscenza, la scoperta e il piacere di apprendere insieme. Gli ambienti fisici e la loro organizzazione (setting d’aula, materiali, esposizioni di lavori prodotti dagli alunni, mappe concettuali, presentazioni, cartelloni, raccolte, angoli attrezzati etc) sono significativi della vita della classe e dei processi attivi che in essa si realizzano.

J.   In presenza di comportamenti inadeguati e di disturbo, posto che l’Ufficio attiva regolarmente le procedure disciplinari previste nel regolamento e che le stesse hanno comunque fini educativi, è necessario che i docenti che rilevano tali comportamenti con una certa frequenza riflettano sulle modalità di gestione delle relazioni di classe, per rivederle e sperimentare nuovi approcci, anche con il supporto e i suggerimenti dei colleghi che hanno sperimentato strategie educative efficaci per arginare le problematiche segnalate. A tal proposito questo proposito si rammenta a tutti la necessità di concordare linee educative, regole di comportamento e modalità organizzative della classe unitarie e applicate sistematicamente con coerenza e costanza.

K. Dopo la lezione riflettere sulle situazioni emerse e osservate, registrare le criticità su cui ritornare, rilevare punti di forza da utilizzare e su cui far leva, cogliere le opportunità offerte dagli stessi alunni per rivedere modalità e scelte, risorse metodologiche, umane, strumentali, esistenti e nuove, necessarie per migliorare i processi e i risultati.

       Privilegiare mediatori aggiuntivi al codice verbale per supportare le azioni di insegnamento (presentazione dell’obiettivo, richiamo e accertamento dei prerequisiti di conoscenza e abilità necessari per il nuovo apprendimento, presentazione del compito di apprendimento, esercitazioni di verifica, valutazione formativa) e le attività di apprendimento (ricerca, produzione di mappe, schemi, progetti, documenti e prodotti multimediali, presentazioni ....) . In questa direzione vanno sicuramente privilegiate le nuove tecnologie, in particolare la LIM di cui tutte le aule sono dotate.

 

FORMAZIONE IN SERVIZIO DOCENTI (COMMA 124, L.107/2015)

Allo scopo di realizzare quanto sopra esplicitato, si renderà necessario mettere in atto un piano di formazione, auto-formazione in servizio e di aggiornamento, finalizzato alla valorizzazione delle competenze professionali, alla partecipazione del personale scolastico a tali attività, al potenziamento della dimensione collegiale dell’azione docente e dell’attività di programmazione.

In particolare, si renderà necessaria una formazione sulla didattica inclusiva, sulla didattica per competenze, sulla valutazione e sugli strumenti finalizzati alla rilevazione degli apprendimenti, sulla didattica innovativa e l’uso delle tecnologie,

 

 

FABBISOGNO A TTREZZATURE E INFRASTRUTTURE MATERIALI

 

Si prevede il potenziamento della dotazione tecnologica esistente, con riferimento alla disponibilità di postazioni mobili nelle classi (tablet), per l’implementazione dell’uso delle tecnologie nella didattica.

Sarà, inoltre, curato il rinnovamento degli strumenti musicali e dei laboratori scientifici.

La partecipazione del Liceo ai progetti Pon rappresenterà un’occasione privilegiata per l’acquisizione di risorse finanziarie dedicate, utili per la realizzazione degli obiettivi formativi e didattici e alla qualificazione del personale.

FORMAZIONE TUTELA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

 

Coerentemente con le iniziative già attivate dallo scorso anno scolastico, saranno promosse attività formative per la conoscenza delle tecniche di primo soccorso (comma 10 della legge 107). Si garantirà, altresì, l’attivazione, nel rispetto della normativa vigente, di appositi corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in favore degli studenti, inseriti nei percorsi di alternanza scuola lavoro, nei limiti delle risorse disponibili, secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

 

 

AZIONI PER L’AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA EXTRACURRICULARE

 

La progettazione extracurricolare dovrà privilegiare i percorsi per il potenziamento delle competenze in lingua italiana, lingua straniera, anche per le certificazioni internazionali, le attività di approfondimento delle competenze scientifiche e logico-matematiche.

 

In tale dimensione, saranno privilegiati:

❖     progetti riguardanti la didattica curricolare e la qualità del processo di insegnamento apprendimento;

❖     attività volte al recupero degli studenti in difficoltà, al loro orientamento e alla loro motivazione, con particolare riguardo agli studenti del 1° biennio, prevedendo un’attività di sportello oltre che percorsi di recupero strutturati, (direttiva ministeriale 113/2007), nonché un’attività strutturata per gruppi - classe che consenta la realizzazione di interventi di personalizzazione;

❖     iniziative che muovono verso l’aiuto allo studente per la costruzione di una personalità aperta e critica, di una cittadinanza attiva e responsabile e lo aiutino nell’acquisizione di competenze orientate progressivamente alla dimensione professionale.

❖     percorsi formativi e iniziative diretti all’orientamento e alla valorizzazione del merito scolastico e dei talenti (legge 107/15 comma 29);

❖     percorsi di potenziamento delle competenze digitali e per alunni e docenti, anche finalizzati all’acquisizione di certificazioni;

❖     percorsi di potenziamento delle lingue comunitarie anche con l’attivazione di corsi di una seconda lingua comunitaria;

❖     Percorsi di valorizzazione dei linguaggi artistico - teatrale e musicale.

 

                                                                                                                                                                                            Il  Dirigente scolastico

                                               (Dr. Fortunato Ricco)